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Frammento UFO mostrato alla conferenza sugl'ufo

Ultimo Aggiornamento: 04/06/2015 21:27
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27/05/2014 09:23

Re:
_Seven, 26/05/2014 19:46:

Le caratteristiche del silicio descritto dove sarebbero strane [SM=g8297]



Le anomalie starebbero nei microfori presenti nel frammento e in quella percentuale isotopica che si diversificava da quella terrestre pari allo 0.01%. Questo secondo alcuni...


Qualcuno inizialmente aveva ipotizzato si potesse trattare di silicio sinterizzato, ma questo non accontentava altri esperti e, al termine di profonde e lunghe discussioni, l’impressione era quella di trovarsi di fronte a degli aggregati di atomi di silicio, il cui disordine era stato prodotto da alte temperature, che avevano portato il materiale ad una rapida ebollizione seguita da un altrettanto rapido raffreddamento. Si tenga conto che per far bollire il silicio ci vogliono ben 3.300 gradi Kelvin. Mentre non si poteva dire nulla sulla cristallinità del campione prima di questo shock termico, si poteva chiaramente asserire che qualcosa aveva scaldato fortemente il campione fino a farlo bollire.
I microfori, presenti nella struttura del campione, infatti, venivano attribuiti a bolle di gas silicio che, a causa di fenomeni di pressione interna dovuta alla tensione di vapore del metallo surriscaldato, venivano proiettate fuori della massa metallica stessa. L’osservazione che i fori nel metallo occupassero posizioni abbastanza simmetriche ed ordinate tra loro poteva essere razionalizzata, in via puramente ipotetica, con l’attribuzione alla struttura cristallina del silicio, prima del riscaldamento, di un buon ordine atomico.
Chi ha analizzato il reperto non conosceva l’origine di tale campione, ma se dobbiamo dar retta ad un articolo di Richard Boylan del 1998, ripreso dalla rivista Nexus (n° 18, pag. 47) dove l’autore intervistava Wolf, si accenna ad un pezzo di silicio, proveniente da un UFO crash, che lo stesso Wolf avrebbe avuto fra le mani, durante uno dei suoi lavori per conto della NSA.


L’ingegner Pederzoli ha precisato che il frammento non è composto solo da Silicio, ma possiede una bassa percentuale di altri elementi. Con un’apparecchiatura studiata e progettata ad hoc sono stati fotografati alcuni piccoli scintillii color oro che devono ancora essere identificati nella natura. Due di queste foto vengono qui presentate. Intanto, i tecnici stanno approntando altre apparecchiature in grado di perfezionare la resa fotografica all’interno dei microfori che il materiale presenta.


Dimensioni: 29,7mm x 19,7mm x 7,8mm.
Massa: 4,045 +/-0,01g.
Densità: 2,14 +/-0,05g/cm3.
Aspetto (foto da A01 ad A09) simile a quello del silicio, il quale ha densità 2,34g/cm3 e temperatura di fusione 1410 °C.
Cattivo conduttore di calore.
Cattivo conduttore di elettricità.
Amagnetico.
Non radioattivo (non altera la lettura del contatore Geiger rispetto alla radiazione di fondo ambientale).
Non presenta emissione secondaria se sottoposto a campi elettromagnetici di frequenza compresa tra 100KHz ed 1GHz.
Non emette fluorescenza se illuminato con luce di Wood (UV vicino), né con laser He-Ne (rosso, visibile), né con LED di potenza a 0,9 ?m (IR vicino).
Rivela perdite dielettriche sufficienti a riscaldarlo sensibilmente, se sottoposto per 10 secondi al campo elettromagnetico di un generatore da 1KW a 2,45GHz.
L’aspetto esterno è tipico di una frattura superficiale con granulometria irregolare e con cristalli di media grandezza, dovuta a solidificazione.
I fori e le cavità visibili in superficie non sono dovuti a lavorazione, ma molto probabilmente a sviluppo di bolle di gas allo stato fuso.
Sottoposto a molatura, il materiale si rivela duro da lavorare e, un volta lisciato, presenta un aspetto speculare, mettendo in evidenza microfratture e diversi vacuoli di dimensioni variabili, diffusi in tutto lo spessore.
Durante la prova di durezza, effettuata sulla superficie in precedenza spianata e lucidata, il penetratore provoca la rottura del reperto in molti pezzi (foto da B1 a B4) al raggiungimento di una forza di compressione pari a circa 80N, senza penetrazione apprezzabile (ci si attendeva di non averne prima dei 300N). Ciò indica che il materiale è duro e molto fragile, come è confermato dal modo e dal tipo della rottura, ad un esame macroscopico caratterizzata da granulometria irregolare con cristalli di media grandezza ed uguale a quella già riscontrata sulla superficie esterna. Su tutte le superfici di rottura, interne ed esterne, si nota la presenza di vacuoli, dei quali alcuni lunghi diversi millimetri, ad andamento rettilineo e di forma cilindrica. I vacuoli denotano sviluppo di gas, per effervescenza di impurità in esso contenute, oppure ebollizione di tutta la massa del reperto, mentre questo era allo stato fuso.
Dopo inclusione in resina epossidica, uno dei frammenti viene lucidato e sottoposto ad attacco chimico per metterne in rilievo la struttura cristallina: gli acidi cloridrico e nitrico puri, da soli o miscelati, non sono in grado di attaccare la superficie, neppure se portati all’ebollizione. Per effettuare un attacco efficace occorre idrossido di potassio (KOH) in soluzione concentrata e portata all’ebollizione per almeno 10 minuti.
Al microscopio (foto da C01 a C08) appaiono diverse strutture globulari ed alcune lamellari, zone non attaccate e presenza di inclusioni (probabilmente cristalline) di vario tipo, che denotano un fenomeno tumultuoso in presenza di inquinanti, esterni od interni.

Luciano Pederzoli
Firenze, Maggio 1999


noiegliextraterrestri.blogspot.it/2010/07/il-frammento-del-dr-w...

[IMG]http://i60.tinypic.com/sy781h.jpg[/IMG]

Nell'articolo viene anche riportato che "Per aspetto e leggerezza i campioni avevano subito ricordato ai nostri corrispondenti il presunto frammento del crash di Roswell, presentato da Derrel Sims al 4° Simposio di San Marino nel Giugno 1996. Alla domanda "da dove provengono?" Wolf aveva risposto che gli erano stati consegnati da una fonte interna. "

Però per chiunque abbia potuto tenere in mano un frammento si silicio, avrà potuto sicuramente rendersi conto della leggerezza. Qui da noi c'è una delle poche fabbriche di silicio italiane e ci sono parecchi amici che vi lavorano. Molte persone tengono a casa una punta di silicio come fermacarte o come soprammobile. Quindi chi mi dice che Wolf con tutte le sue conoscenze non si sia fatto dare un frammento di scarto di silicio da qualche conoscente che aveva a che fare con aziende di produzione dei silicio?

Dal 1999 si stanno ancora attendendo i risultati di analisi condotte sul frammento da parte di personale americano. Come mai i risultati non sono ancora arrivati? [SM=g2806961]
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