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The Radiation Story

Nell’estate del 1952 fu segnalato al neo Blue Book, che negli ultimi anni ci furono alcuni casi, dove era verosimile una correlazione tra alcuni avvistamenti visivi di oggetti volanti non identificati e un rapido aumento del numero di radiazioni segnalati dai dispositivi di rilevamento presenti nelle zone vicine al Palomar Observatory, in California. Nell’autunno del 1952, il Blue Book cominciò ad indagare in merito a questi avvistamenti. Si constatò che nell’ottobre del 1949 un incidente UFO si verificò al Palomar Observatory, e che dell’evento, se ne occupò la Marina. Si apprese anche che eventi analoghi avvennero nel 1950, 1951 e 1952 presso i laboratori di Los Alamos, New Mexico. Riguardo ai fatti avvenuti all’osservatorio di Palomar, la Marina Militare fece sorvolare la zona da diversi aerei, dal 21 ottobre al 2 novembre 1949, con diversi tipi di attrezzature, radar e altimetri, per constatare se c’era qualcosa in zona che potesse innescare i contatori geiger. La Marina non scoprì nulla di insolito. Ci furono 21 incidenti non identificati.

Il caso in dettaglio

14 ottobre 1949, ore 13:15/20. Il direttore dell’Osservatorio, Harley C. Marshall, manager delle pubbliche relazione, mentre si stava allontanando dal proprio posto di lavoro per tornare a casa, vide una formazione a V di 16-18 oggetti argentei, senza code o ali, che emettevano un suono simile a dei jet, tuttavia, differente dai soliti jet che Marshall conosceva (dato il tipo di lavoro, era consueto per Marshall essere a conoscenza dei più svariati tipi di aerei che volavano nei pressi dell’Osservatorio. Nei pressi c’era un aeroporto militare.) spostandosi a costante velocità, verso nord-ovest, a quota 5.000 metri. Marshall si trovava al momento all’interno della propria auto. A quel punto si fermò per osservare meglio, mentre gli oggetti poco dopo erano spariti all’orizzonte, a elevata velocità. Calcolando quanto erano veloci, l’uomo non ebbe abbastanza tempo per osservare meglio lo strano fenomeno. Marshall a quel punto tornò subito all’Osservatorio e telefono al suo assistente, il sovrintendente-elettrico B.B. Traxler, che alle ore 13:20, vide un oggetto “oscuro” non identificato che procedeva verso Sud-Ovest. Durante l’avvistamento, l’apparecchiature geiger, per la misurazione delle radiazioni per lo studio dei raggi cosmici, iniziò ad andare in tilt. Per pochi secondi i valori delle radiazioni andarono fuori scala, segno che avevano rilevato un aumento di radiazioni sopra la norma. Successivamente a questo evento, ci furono nei successivi 10 giorni, altri 21 casi, in cui le apparecchiature di controllo segnalarono valori fuori dalla norma. Molti jet della Marina furono portati all’Osservatorio Palomar, equipaggiati con radar e altimetri, dal 21 ottobre al 2 novembre, ma nessuno di questi riuscì a far scattare il contatore geiger. Qualunque cosa fece scattare quegli strumenti, non erano normali velivoli convenzionali. Si ipotizzò successivamente ad una correlazione tra gli avvistamenti UFO e l’aumento di radiazioni presenti nella zona del Monte Palomar.

Altro incidente

17 Ottobre 1949. Di nuovo altro avvistamento analogo a quello del 14 ottobre. All’Osservatorio del Monte Palomar, California, alle ore 07:20 del mattino, il sovrintendente-elettrico B.B. Traxler fu testimone di un altro evento UFO. Questi riferì di aver avvistato un piccolo oggetto di colore nero, senza alcun tipo di proiezioni apparenti, muoversi ad alta velocità verso Sud-Ovest. Nello stesso momento, i contatori geiger per il controllo dei raggi cosmici andò nuovamente fuori scala. Di nuovo, il passaggio di un UFO fece alzare di molto il livello di radiazioni.

Ancora

21 ottobre 1949. Ore 14:30, B.B. Traxler vide un oggetto allungato e leggermente ricurvo a forma di banana, in rotta verso Est / Sud-Est, per circa tre secondi.

Il fatto curioso è che, lo stesso giorno, e senza che sapesse dell’avvistamento di Traxler, il leggendario contattista George Adamsky, segnalò l’avvistamento di un oggetto scuro di forma analoga a quella riportata da Traxler. La zona era la medesima. Palomar, California.

Nei documenti del Blue Book, è possibile leggere un rapporto in cui nessun scienziato interpellato, fu in grado di spiegare i fenomeni radioattivi registrati in più occasioni, durante il passaggio degli oggetti volanti non identificati. Tuttavia, riguardo quest’ultimo dato, il documento spiega che è possibile che siano stati solamente dei normali velivoli convenzionali, che, per condizioni di illuminazione sfavorevole, non ha permesso ai testi di osservare al meglio gli oggetti avvistati. Il documento riporta che, i testimoni erano attendibili, in particolare Traxler, ritenuto altamente affidabile. Riguardo ad Adamsky, venne dato invece un basso livello di attendibilità. Il California Institute of Technology, con la collaborazione del Carnegle Institute, consigliò di non dare pubblicità dell’evento, e quindi di non farlo riportare dalla stampa.

Il documento continua alla pagina successiva, dove afferma che, se il fatto fosse realmente avvenuto esattamente come sembra, questo significa che i dischi volanti potrebbero essere alimentati ad energia atomica. Questa teoria fu già discussa in passato, e ora viene nuovamente ripresentata. Del caso venne inviato uno scienziato, il dottor Alfred B. Focker, del Naval Eeltronics Laboratory (NEL). Il dottor Focke si diresse a Palomar per saperne di più in merito alla storia delle radiazioni. Focke, non riuscì a offrire alcuna spiegazione.

Un altro scienziato che si occupò del caso fu il fisico H.V. Neher, del California Institute of Technology. Fu consultato, e nel rapporto venne riportato un suo parere. Egli spiegò che non era probabile che le reazioni anomale del contatore geiger era colpa di un motore ad energia atomica posto in un velivolo. Era molto probabile che il contatore geiger abbia avuto un’interferenza via radio da un aereo, per colpa un altimetro o un meccanismo radar. Il dottor Focker, della NEL, riferì che il contatore geiger e il suo meccanismo non era completamente schermato, e convenne nel ritenere probabile che un altimetro o un radar posto in un aereo, potesse aver interferito con il segnale del contatore geiger, facendolo andare in tilt.

Intanto, venne controllato se ci fossero aerei in volo in quei giorni in cui ci furono gli avvistamenti all’Osservatorio, presso l’aeroporto di San Diego, non molto distante dalla zona in questione. La risposta fu negativa, non ci fu nessun aereo in transito nei giorni tra il 14 e il 17 ottobre. Tuttavia, non venne ancora esclusa la pista degli aerei. Altri test furono svolti, facendo volare un aereo sopra Palomar, equipaggiato con altimetro, per constatare se avrebbe interferito con il segnale del contatore geiger, come ipotizzato dai due scienziati. Anche qui l’esito fu negativo. L’altimetro non attivò né mandò in tilt in alcun modo il geiger. Furono utilizzati ancora svariati aerei, dei jet dell’Air Force, anche questi equipaggiati con radar ed altimetri. Questi test furono svolti in data 9 novembre, e gli esiti furono ancora una volta negativi. Il contatore geiger non registrò nulla di anomalo.

Dopo 10 giorni di eventi inspiegabili analoghi a quelli su riportati, il fenomeno come iniziato, così finì. La Marina non riuscì a comprendere a cosa questi fenomeni erano collegati, ma certamente i contatori geiger andavano in tilt, ogni volta che apparivano uno o più UFO. Nei documenti del Blue Book, si pensò che il passaggio degli UFO, che si ipotizzarono essere velivoli convenzionali e stormi di uccelli, con il forte aumento di radiazioni, fosse una coincidenza o, come successivamente ipotizzato, causato da guasti ai circuiti. Come dire tutto e niente, e un modo bisognava pur trovarlo per spiegare l’inspiegabile.

www.bluebookarchive.org/page.aspx?PageCode=MAXW-PBB7-907

Iniziano le indagini del Blue Book


Un primo accenno tra la correlazione tra UFO e radiazioni si avrà in un piccolo briefing tenutosi il giorno 23 ottobre 1952 nei laboratori di Los Alamos, durante una riunione sui fenomeni aerei non identificati. Alla riunione erano presenti poche persone, tra cui il capitano Ruppelt e il colonnello Bower come porta voci per l’Air Force. L’argomento era ancora affare segreto per la maggior parte degli altri lavoratori, e si decise, almeno all’inizio, di far partecipare solo i più rilevanti e indispensabili alle indagini. Successivi briefing, molto più grandi, ci sarebbero stati sempre a Los Alamos e al Sandia. Il briefing venne organizzato dal dottor W.H. Crew. I personaggi più rilevanti a quanto pare furono un certo W.W. Carter e Homer T. Gittings Jr, che ritennero, dopo alcuni loro studi, che ci fossero prove tra avvistamenti UFO e strani aumenti di radiazioni. Gli studi in questione erano ancora a dati preliminari, ma si consigliò di continuare il monitoraggio. Tuttavia, il soggetto principale del meeting fu un importante avvistamento (a quanto pare il primo nella storia a correlare avvistamenti UFO con radiazioni) avvenuto qualche anno prima (1949) presso l’Osservatorio del Monte Palomar, California. Riassumendo, il team scoprì che, durante l’avvistamento di una formazione a V di oggetti non identificati, verrà successivamente rilevato un innalzamento innaturale di radiazioni tramite i contatori geiger presenti nell’Osservatorio. Il team venne a sapere che la Marina, che si interessò personalmente al caso al contrario dell’Air Force, chiusero il caso, con un guasto ai circuiti per spiegare il picco radioattivo sconosciuto. A quanto pare però, il personale esperto non fu d’accordo, soprattutto perché i contatori geiger erano più di uno, ed era impossibile che si fossero guastati tutti i circuiti contemporaneamente. Le prime notizie in merito a questo caso, arrivarono all’USAF, grazie a fonti in mano al CSI, il Civilian Saucer Investigators, un ente privato di studio sugli UFO, durante una riunione avutasi qualche tempo prima del briefing a Los Alamos. Successivamente, venne stilato anche una stima di alcuni casi in cui furono riscontrati innalzamenti radioattivi da fonti sconosciute. Altri casi sarebbero avvenuti l’1,2,4 e 9 ottobre 1950, e a quanto pare gli incidenti non avevano alcuna spiegazione. Da quel momento, le indagini continuarono a seguire questa pista, bisognava reperire nuovi dettagli. Finita la riunione, si richiederà un aggiornamento in un nuovo briefing fissatosi per il giorno 10 dicembre 1952. Ruppelt e Bower tornarono a Dayton, per far sapere al resto del personale, quanto è stato discusso a Los Alamos. A quanto pare, secondo una lettera scritta dallo stesso Ruppelt in data 3 novembre 1952 a Mr Gittings, il personale di Dayton rimase molto interessato da questo tipo di studio. Un collegamento tra UFO e radiazioni era un elemento da approfondire. Sempre in questa lettera, il capitano invitava Gittings a fare una ricerca approfondita riguardo al caso Palomar e agli incidenti avvenuti a Los Alamos. In quel momento, il Blue Book si era già mosso per raccogliere rapporti dal personale di sicurezza di Los Alamos e i rapporti compilati dalla Marina Militare a proposito degli eventi avvenuti al Monte Palomar. La lettera continuava, con alcuni dettagli da tenere in considerazione per l’indagine:

1.Descrizione degli avvistamenti visivi, comprese forme, velocità apparente, ora del giorno, data, ecc

2. Descrizione del tipo di radiazione rilevata, se nota, e durata del rilevamento della radiazione. Tipo di materiale utilizzato per lo studio del rilevamento della radiazione, e se ci sono state correlazioni con avvistamenti visuali

3. Le persone che sono state coinvolte con osservazioni visive e letture strumentali, che venga fatto sapere il loro background e grado d’esperienza. Vorremmo avere i loro nomi. Queste informazioni sono necessarie al fine di poter dimostrare che le persone qui coinvolte, sono esperte nel loro proprio campo di studio.

4. Eventuali commenti in merito a possibili conclusioni da voi raggiunte, controllo sul tipo di origine delle radiazioni

5. Far sapere qualunque altro tipo di informazione in vostro possesso che potrebbe essere di interesse

La lettera cita anche il fatto che il Blue Book avrebbe fatto ricerche anche in merito ad articoli di giornali che avrebbero riportato notizie utili per le indagini. Il Blue Book trovava di particolare importanza mantenere rapporti con Gittings e tutti gli altri di Los Alamos, dato che si occupavano proprio di monitorare di persona, possibili fonti radioattive. Los Alamos e buona parte del Messico, fin dalla fine del 1947, fu molto attiva riguardo ad attività UFO, ma soprattutto riguardo al fenomeno noto come Green Fireballs. La zona era quindi molto calda riguardo queste attività. Il Blue Book era fortemente motivato, tanto da far organizzare postazioni di osservazioni sia visive che strumentali. Bisognava tener d’occhio sia il cielo, che il livello radioattivo della zona.

Il 29 dicembre 1952, il capitano Edward Ruppelt, chiamò al telefono il colonnello Paul H. Burtman, divisione applicazioni militari dell’AEC (Atomic Energy Commision), di Washington D.C. Lo scopo, era quello di coordinare una nuova visita presso Los Alamos. Il colonnello Burtman era già stato precedentemente informato da Ruppelt, riguardo la curiosa correlazione tra UFO e radiazioni, dallo stesso Ruppelt durante una sua visita al complesso dell’AEC, circa due settimane prima. Si chiese a Burtman di contattare il laboratorio di Los Alamos e richiedere che Mr. Carter, Mr. Gittings e Mr. Simons, potessero andare ad Albuquerque per un interrogatorio. I tre, erano elementi chiave riguardo questa storia delle radiazioni, dato che stavano di persona, studiando la situazione. Questo non fu possibile, così, si decise di incontrarsi presso Los Alamos, con Ruppelt e il tenente Olsson. Burtman fu in oltre informato che il Sandia Corporation aveva richiesto un briefing, e che l’ATIC aveva intenzione di procedere, e organizzarlo verso il mese di gennaio. Sempre lo stesso giorno, Ruppelt chiama Glen D. Parrish, direttore dell’Intelligence della 34esima Divisione Aerea presso la base Kirtland AFB. Lo scopo era far sapere che lui e Olsson sarebbero arrivati ad Albuquerque in data domenica 4 gennaio. Parrish rimase molto entusiasta dalla telefonata di Ruppelt, e non vide l’ora di incontrarli. A Parrish venne richiesto di contattare a sua volta Mr. William R. Perret, della Divisione 5111 presso il Sandia Corporation. Quest’ultimo invierà una lettera all’ATIC per organizzare il grande briefing e confermare una data definitiva. Il passaparola era concluso. Era tempo delle riunioni, in modo tale da organizzare al meglio uno studio sistematico sulla problematica.

Precedentemente…

La sera del 15 dicembre 1952, il capitano Ruppelt chiama Homer T. Gittings Jr, per avere delucidazioni riguardo una lettera che il capitano scrisse precedentemente a questi. L’oggetto, riguardava due novità interessanti. Gittings spiegò che era fuori città in quel momento, e l’ufficio postale fece un errore, e rinviò la lettera a Ruppelt senza inviarla allo stesso Gittings. Sia come sia, questi aggiornò per telefono Ruppelt. A quanto pare venne detto al capitano che W.W. Carter, il collega di Gittings, era riuscito a entrare in possesso dei nomi dei testimoni del caso dell’Osservatorio di Palomar. L’altra novità era che, Stan Simmons, a Los Alamos, il 1 ottobre del 1951 e l’1 ottobre del 1952, riuscì a captare tre o quattro fonti radioattive di matrice sconosciuta. In quest’ultimo caso, Gittings spiegò che si sarebbe trattato di una particella che penetrò tre tubi sottili all’interno di una parete e il tetto dell’edificio. I tubi misuravano 578cm di diametro. Dichiarò che furono controllate tutte le fonti di radiazioni dal laboratorio, e si appurò che questo tipo di radiazione era molto fuori linea per un’attività cosmica. A Gittings fu chiesto di ottenere maggiori informazioni, dato che erano ancora vaghe e frammentarie, ma senz’altro degne di attenzione. Bisognava scoprire il tipo di materiale utilizzato per ottenere quel tipo di radiazione, le date esatte, e un piccolo background di ciascuna persona coinvolta nella faccenda. Fu detto anche che il team del Blue Book avrebbe cercato di contattare questa persona entro le prossime due o tre settimane per ottenere maggiori informazioni.

Il 4 novembre 1952, il capitano Ruppelt insieme al tenente Olsson, continuando le loro indagini, fanno visita al colonnello John Hood, capo del Nuclear Powered Aicraft Branch (WADC). Il team era venuto a conoscenza che c’erano state segnalazioni di UFO con tanto di picchi radioattivi, infatti, prima di questa visita, il colonnello Hood ebbe già esperienze con gli UFO, giacché contattò l’ATIC riguardo ad alcuni avvistamenti di UFO al National Laboratory di Oak Ridge, nel Tennessee, in cui, ufficiale della marina, cercò di comprendere la correlazione che c’era tra gli avvistamenti e gli strani picchi di radiazioni riscontrate durante questi passaggi. Ancora una volta torna l’enigma UFO e radiazioni. Purtroppo la segnalazione che fece il colonnello all’ATIC non fu ben trattata, e quindi fu fondamentalmente una novità per gli investigatori. Sia come sia, il colonnello Hood dichiaro nel luglio del 1950 che un fisico del dipartimento di fisica della Venderbilt University, non riusciva a ricordare il nome, dichiarò che ci potesse essere una correlazione tra UFO e incrementi di radiazioni. Hood, interessato a questi teoria, provò a sperimentarlo lui stesso.

Per effettuare questa correlazione, si sono recati in un sito radar presso l’aeroporto di Knoxville, per ottenere una copia delle tracce non identificate. Ottennero successivamente i records da diverse stazioni di monitoraggio delle radiazioni nella zona di Oak Ridge, e provarono a fare una correlazione. I loro tentativi di correlare i dati non ebbero un gran successo. Le apparecchiature di rilevazione delle radiazioni che furono utilizzate erano standard, non particolarmente sofisticate. Un tipo di contatore per misurare le radiazioni alfa, e uno per quelle gamma. Il colonnello Hood dichiarò che per circa tre volte al mese, i nastri registrarono picchi elevati, a volte sul tipo di radiazione alfa, altre volte sul tipo gamma,e altre volte ancora erano entrambe. Vennero captati anche echi sconosciuti, e a volte ottennero una correlazione tra echi non identificati e un innalzamento radioattivo nella zona. La correlazione percentuale non è nota. Il colonnello diede un nome ai due ufficiali: Ed Bettis, dell’Oak Ridge National Laboratory, che potrebbe fornire ulteriori dettagli utili. Mr. Bettis era uno specialista di elettronica per il progetto NEPA (Nuclear Energy Propulsion for Aircraft). Hood affermò anche che era verosimile rilevare il passaggio di un aeromobile a propulsione nucleare. I contatori a terra, sarebbero, addetta sua, sicuramente capaci di rilevare innalzamenti radioattivi nell’atmosfera. Tuttavia, tali valori, dipendevano certamente dalla quota e dalla distanza del velivolo, rispetto al terreno. Hood discusse con i due militari anche del fatto di organizzare al meglio il giusto tipo di strumenti per poter rilevare al meglio questo particolare fenomeno. Egli consigliò di utilizzare vari tipi di strumenti incrociati: un magnetometro, un contatore di radiazioni direzionale e un radar. Durante la sua visita all’ATIC nell’estate del 1952, il colonnello Hood menzionò il fatto che il suo ramo era interessato alle ultime teorie di Einstein riguardo la correlazione tra la gravità e le linee di forza magnetica. Venne quindi contattato Einstein e si ottennero i nomi di alcune persone che potevano perseguire queste idee e determinare come questa teoria potesse essere applicata come fonte di energia. L’ufficio delle ricerche di volo, contattò queste persone, per vedere se erano interessati o no, ad un contratto di lavoro di questo tipo. Il suggerimento del colonnello fu quello di andare avanti nello studio delle correlazione tra UFO e radiazioni. L’ATIC offrì il suo aiuto. L’esperimento preliminare del colonnello Hood e del fisico, fu fondamentalmente un esperimento preliminare, dove furono collegate tracce radar di oggetti non identificati e l’aumento di radiazioni. L’uso di magnetometri può essere utile per determinare se un oggetto materiale è presente, e se questo oggetto utilizza in qualche modo il campo magnetico terrestre.

Nei documenti del Blue Book viene raccomandato che bisognerebbe ottenere maggiori dettagli riguardo ai fatti di Oak Ridge. Mr Bettis, capo del dipartimento di fisica del Vanderbilt University, continua il documento, dovrebbe essere contattato per capire se ci sono state ottenute altre correlazioni dal 1950 a oggi. Dipendenti del WADC dovrebbero essere contattati per saperne di più a proposito dei magnetometri.

Gli incidenti di Oak Ridge, come si constatò in seguito, furono molti e sconcertanti, e non furono neanche gli unici.

Intanto nel mese di gennaio prese piede il mega briefing (ce ne furono due in un giorno), che segnò un importante traguardo nelle indagini sugli UFO. Ai briefing presero parte il personale del Blue Book, e il personale dell’Intelligence della 34esima divisione della difesa aerea della base Kirtland AFB. Il tutto si svolse nei laboratori di Los Alamos, il 6 gennaio 1953. Quel giorno, oltre a delineare un primo quadro generale delle funzioni del Blue Book, e il monitoraggio per la registrazione degli oggetti volanti non identificati, si prese in esame la correlazione che si aveva tra la segnalazione di oggetti volanti non identificati e successivo innalzamento di radiazioni presenti in zona. Fu un momento quello dove il team del Blue Book poté conoscere personalmente tutto il personale scientifico. Precedentemente, il team era stato ad un’altra riunione, ad Albuquerque, Nex Mexico, alla base Sandia, dove furono presenti ben 200 scienziati, tra tecnici, fisici e ingegneri. Vennero trattati anche i casi di avvistamenti UFO recenti.

Oak Ridge

Come già accennato, Oak Ridge è stata teatro di avvenimenti sconcertanti. Come capitò per i complessi del Sandia e di Los Alamos, anche per Oak Ridge, ci furono centinaia di segnalazioni UFO datate già dal 1944.

Un caso di UFO analogo a quello avvenuto al Monte Palomar avvenne il 23 ottobre 1950. Alle ore 16:30, Francis Miller, un dipendente di un laboratorio di Oak Ridge, mentre stava guidando con la sua auto verso la Benton Valley Road, osservò un oggetto che sembrava a meno di un mezzo miglio di distanza, a circa 1.000 o 2.000 metri. Apparve come “un flash d’alluminio”, che stava procedendo in direzione sud sud-est. Miller riuscì a osservarlo solo per pochi secondi. Successivamente si scoprì che una stazione di rilevazione per le radiazioni nucleari (un complesso di contatori geiger), che si trovava in prossimità della zona dove avvenne l’avvistamento, registrò proprio in quel momento, un aumento insolito di radiazioni alfa e beta. Lo scopo della stazione di monitoraggio, era quella di rilevare e quindi prevenire possibili fughe radioattive dai laboratori di Oak Ridge. Sia come sia, quel giorno non avvennero perdite radioattive. Un esperto della Health and Research Division (divisione salute e ricerca), analizzò le letture del contatore geiger, e affermò che fu un evento inspiegabile. Non fu mai noto se l’aumento di radiazioni fu causa dell’UFO che vide Miller, oppure di un guasto elettrico transitorio. La stazione radar Knoxville non captò nessun oggetto volante in quel momento.

Documento dell’FBI sul caso

www.nicap.org/docs_oakridge/fbi501023doc1.htm

www.nicap.org/docs_oakridge/fbi501023doc2.htm

Altro caso

29 novembre 1950, ore 17:55. Diversi bip non identificati apparvero sul radar presso il distaccamento 662, presso il McGhee Tyson Airport, Knoxville. Questi bip si trovavano a transitare proprio nella zona off limits dell’area. Siccome gli oggetti non si identificarono, la base venne messa in allarme. Venne inviato un caccia, ma non ci fu nessun contatto visivo. La maggior parte dei segnali era visibile sui radar da due/tre ore. Alle ore 19:00 un contatore geiger nella sezione “area riservata”, indicò un aumento rilevante di particelle alfa e un live aumento di raggi gamma, contemporaneamente. Il 30 novembre, dalle 13:51 alle 14:05, un singolo bersaglio non identificato apparve sui radar. Alle ore 16:30 dello stesso giorno, numerosi bip non identificati apparvero di nuovo sui radar. I bip erano talmente numerosi che non si riuscirono a contare. Questi bip rimasero visibili fino alle 23:30/00:00. Almeno nove persone altamente qualificate furono testimoni dell’evento. Anche qui non si spiegava l’aumento di radiazioni nel complesso. Nessuna fuga o guasto tecnico di alcun tipo venne riportato. Il 5 e 6 dicembre ci fu una discussione riguardo gli aspetti tecnici a proposito dei contatti radar con l’ATIC e funzionari dei servizi segreti. Essi hanno concluso che gli obiettivi erano probabilmente “radar angels”, ossia riflessi di oggetti sul terreno che si osservano solo a causa di una particolare inversione di temperatura che piega la radiazione radar verso il basso. D’altra parte, ciò non significa che non ci fossero dischi volanti li in giro, in oltre, l’aumento di radiazioni non fu spiegato.

In merito a questo evento, si è riusciti a reperire molta documentazione.

Tre UFO appaiono sui radar

www.bluebookarchive.org/page.aspx?PageCode=NARA-PBB90-647

Documento che tratta lo strano aumento delle particelle alfa e un lieve aumento delle radiazioni gamma

www.bluebookarchive.org/page.aspx?PageCode=NARA-PBB90-648

Successivamente a un doppio avvistamento di un vero e proprio disco volante segnalato da due donne in luoghi diversi, nei pressi di Oak Ridge, in data 5 dicembre 1950, i funzionari militari e gli scienziati della base iniziarono a essere preoccupati e a non riuscire più a spiegare la mole incredibile di avvistamenti UFO. Sebbene l’ATIC se ne uscisse tutte le volte con la solita spiegazione di anomalie/guasti tecnici ai radar, palloni sonda e aerei, il colonnello John Hood, responsabile del campo d’ingegneria dell’AMC, delineò un piano tramite un memorandum datato 5 dicembre, dal titolo “Technical Approaches to the Problems of UFOs” (approcci tecnici sul problema degli UFO). L’ufficiale propose di disporre più contatori per il monitoraggio delle radiazioni su una più vasta area possibile, cercando di coprire tutto il perimetro della vasta area. Dato che la zona era continuamente sorvolata da oggetti non identificati, si poteva provare a collegare la possibilità che questi oggetti erano anche la diretta causa agli anomali picchi di radiazioni alfa e gamma segnalati in incidenti precedenti, ma avvenuti in un arco di tempo sostanzialmente recente. Hood propose anche di equipaggiare il personale con contatori portatili. Propose addirittura un aereo con un contatore geiger e un magnetometro. Quest’ultimo strumento poteva evidenziare eventuali fluttuazioni del campo magnetico locale, che poteva essere associato agli avvistamenti UFO. Propose infine un attrezzatura radar più sofisticata, più precisa nel calcolo d’altezza gamma e azimut. Si propose di rendere operativo il piano entro la fine di dicembre.

Memo dell'FBI del 5 dicembre

www.nicap.org/docs_oakridge/fbi_501205.htm

Il 6 dicembre 1950, per un’ora i militari degli Stati Uniti erano messi in condizione di emergenza nazionale, per tutta la mattinata. Due giorni dopo, l’FBI fu informata che l’esercito dell’Army’s Counter Intelligence Corps, fu messo in allerta immediata su qualsiasi informazione relativa ai dischi volanti.

Documenti

www.nicap.org/docs/1950alert_todd.pdf

www.nicap.org/docs/1950alert_7-12.pdf

www.nicap.org/docs/1950alert_13-18.pdf

www.nicap.org/docs/1950alert_19-24.pdf

1.The conAC Air Defence Controller notified the Headquarters USAF command post that at 1030 hours a number of unidentified aircraft were approaching the Northeast area of the United States and that there was no reason to believe the aircraft were friendly

2. This information was further amplified at 1040 hours as follows. By radar contact it was determined that approximately 40 aircraft were in the flight, at 32,000 feet, on a course of 200 degrees, in the vicinity of Limestone, Maine

3.The emergency alert producer went into effect immediately

13 casi si conteranno ad Oak Ridge nel 1950. Stranamente, quando iniziarono le osservazioni e i rilevamenti alla base, proprio come accadde a Los Alamos e al Sandia, gli UFO iniziarono a non farsi più vedere. Per l’annata 1951, ad Oak Ridge si conterà solamente un caso. Nel 1952 solamente quattro casi, mentre nel 1953 uno.