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La bufala di HAARP e la connessione coi terremoti

Last Update: 4/25/2014 3:35 PM
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4/24/2014 4:20 PM
 
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Altro interessante articolo di Alessandro Sabatino sui terremoti che sarebbero causati da HAARP.

La serie di scosse in Lunigiana ha fatto uscire nuovamente allo scoperto i complottisti, che ormai riescono a correlare ad ogni scossa sismica un esperimento militare - o in alternativa con il famigerato progetto HAARP, causato dai soliti Amerikani Kattivoni.

Incontriamo qui il nostro personaggio, ossia Gianni Lannes, un tempo stimato giornalista di inchiesta: ultimamente ha perso la Trebisonda, diffondendo bufale a dismisura. Nel suo ultimo post, ripreso da altri siti che cronicamente lanciano bufale (i soliti Informarexresistere, LoSai, signoraggio.it), si legge la seguente perla:


Il meccanismo è alquanto elementare: infatti anche un negazionista cretino è in grado di affermare il concetto se non avesse la mente bacata. Dunque, si irradia la ionosfera di onde elf che poi si fanno ricadere su punti determinati della crosta terrestre, ossia faglie sismiche attive, scatenando un terremoto. In contemporanea si sparge il cielo di bario che rende l’aria estremamente elettroconduttiva. Così il gioco è fatto”.

Fonte: www.losai.eu

Nel frattempo, purtroppo è venuto a mancare al mio affetto il mio carissimo libro di Fisica scritto da Feynman. L'autore, invece, si starà rivoltando nella tomba. Mi rassegno: sono un negazionista cretino. Ma un cretino al quale piace fare un po’ di conti.

Le onde elf sono le onde radio a bassa frequenza: hanno frequenza tra 3 e 30 Hz ed hanno una lunghezza d’onda tra i 100.000 e i 10.000 km. Sono usate per le comunicazioni a terra, per le comunicazioni tra i sottomarini e anche per lo studio del campo magnetico terrestre. Sono onde con frequenza inferiore di quelle di una qualunque frequenza usata nelle radio.

Come insegna la meccanica quantistica, l’energia di un fotone è legata alla frequenza dell’onda: più è alta la frequenza, più è alta l’energia. Vi prego di credermi senza una lavagnata di numeri per dimostrarlo. Non servono lavagnate di numeri, invece, per capire che delle onde radio chiamate elf (extremely low frequency, "a frequenza estremamente bassa") avranno energia estremamente bassa: a questo punto, come possono delle onde a bassissima energia e a bassissima frequenza causare un terremoto?

Per deduzione, se ciò fosse vero, sparando onde ad altissima frequenza si avrebbe la possibilità di causare catastrofi immense. Ma continuiamo: il nostro eroe scrive che


si irradia la ionosfera di onde elf che poi si fanno ricadere su punti determinati della crosta terrestre”.

A parte il termine “ricadere” (che è estremamente scorretto quando si parla di onde, giacché i fotoni sono privi di massa e quindi la forza di gravità non ha effetto su di essa), quello che viene scritto è fuorviante, anche perché non viene spiegato il fenomeno.

Proviamo con il sempre attuale "metodo per assurdo": facciamo finta che dall’Alaska venga sparata una radiazione, facendola rimbalzare contro la ionosfera al fine di farla “ricadere” sulla Lunigiana (chissà perché, poi! Cos'è, stufi del lardo di Colonnata?). Facendo percorrere all’onda questa distanza davvero notevole, è inevitabile che essa perda ulteriormente energia (sia per assorbimento atmosferico sia per il fatto che l’antenna non irradia in maniera perfettamente lineare): perciò, l’energia si distribuirebbe su una certa area, con un margine di errore provocato dall’antenna stessa. La focalizzazione infatti non è mai perfetta, soprattutto quando si tratta di distanze così considerevoli.

La domanda di fondo, tuttavia, Lannes la lascia insoluta: come fa un’onda elettromagnetica a creare un terremoto? Come è possibile che irradiando una superficie si riesca a creare un forte moto delle placche tettoniche? In questi casi, invito sempre a indagare e a proporre la propria teoria, basandola su osservazioni e su esperimenti. Credo che dalle parti di Stoccolma sarebbero felicissimi di assegnare un Premio Nobel per una scoperta del genere.

Ovviamente immancabile la citazione delle scie chimiche, con il bario che in questo caso non servirebbe ad avvelenare le popolazioni, ma a rendere più elettroconduttiva l’atmosfera. Ora: l’elettroconduttività non esiste come grandezza né fisica né chimica. Per aumentare la conduttività di un mezzo servirebbe aumentare la concentrazione degli ioni. Certo, il bario ha bassa energia di ionizzazione: ma perché usare il bario quando cesio (altamente tossico), francio, rubidio (reagisce violentemente con l’acqua), potassio (reagisce con l’acqua, corrosivo) o radio (radioattivo) si ionizzano più facilmente del bario? Risposta mia: perché si conosce solo il bario, ed il bario è entrato nel linguaggio di questo tipo di pubblico, affabulato da anni di bufale distorte.

Forse intendeva elettronegatività? Ma l’elettronegatività del bario (Ba) è di 0.9, quella del piombo è 1.9, quella del fluoro 4.0, quella dell’arsenico 2.0 - che è anche la stessa di quella del polonio. Perché questi fantomatici aerei non utilizzano queste sostanze, molto più pericolose per la salute umana (e dunque efficaci, in un'ottica del fantomatico complotto) del bario o dell’alluminio?

Non si sa: per i complottisti è meglio il Bario. Inoltre non è molto chiaro perché l’elettronegatività (o l’elettroconduttività?) favorirebbe i terremoti: anche qui, Stoccolma aspetta le spiegazioni. Inoltre, il bario solido ha densità di 3.510 kg/m3, la densità dell’aria al livello del mare è circa 1,225 kg/m3: questo vuol dire che non rimane in sospensione molto a lungo (legge di Archimede). Quindi, per rendere elettroconduttiva o elettronegativa l’atmosfera bisognerebbe continuamente buttare bario in atmosfera. Cosa che abbiamo già dimostrato essere impossibile.

Quindi anche questa, con buona pace di Gianni Lannes, possiamo bollarla come bufala. Come abbiamo già anche visto è quasi impossibile creare un terremoto artificiale, tantomeno con un dispositivo distante migliaia di chilometri che usa delle onde che non sarebbero neanche in grado di scaldare un pollo ad un centimetro di distanza.

Ora una nota a margine: come è possibile che i siti che diffondono per l’etere queste cagate pazzesche (cit.) hanno migliaia e migliaia di fans? A voi la risposta, amici.


tagli.me/2013/07/08/gianni-lannes-e-la-bufala-dei-terremoti-generati-...
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4/24/2014 6:03 PM
 
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Al di la dei terremoti e delle bufale H.A.A.R.P. è acronimo di High Frequency Active Auroral Research Program, quindi non c'entrano niente le elf.
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4/24/2014 7:04 PM
 
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Riporto anche questa parte di articolo tratta dal sito del CICAP (non lapidatemi)

Conoscendo le caratteristiche di HAARP, non è difficile per chiunque abbia una conoscenza dell’elettromagnetismo valutare la plausibilità di queste affermazioni. Il punto fondamentale è capire qual è la densità di potenza che HAARP è in grado di immettere nella ionosfera. Per far questo, il metodo più sicuro è partire dai dati indicati all’inizio dell’articolo e applicare i principi base della fisica, facendo meno assunzioni possibile. Chiaramente questo metodo consente di ottenere un risultato approssimato, perché la densità di potenza effettiva dipende in modo complicato da molti dettagli, come la frequenza di lavoro, la spaziatura precisa delle antenne, la loro struttura, eccetera. Ma esso ha il vantaggio di basarsi su pochi elementi che non possono essere cambiati, o falsificati. E comunque il risultato che si ottiene non è lontano dal dato reale. Ad esempio, usando antenne differenti si può cambiare la forma del fascio emesso, ma non quello complessivo, visto dalla ionosfera. La potenza totale emessa non può essere molto superiore a quella indicata, in quanto non può superare la potenza fornita dal generatore.

Un insieme di 180 antenne concentra l’emissione di onde radio in un fascio 180 volte più stretto e potente rispetto a una singola antenna che trasmette con la stessa potenza complessiva. Una singola antenna di quel tipo illumina un’area pari circa al quadrato della distanza. Quindi HAARP illumina un’area di ionosfera, a 100 km, pari almeno a (100x100/180) = 55 km quadrati, o 55 milioni di metri quadri. La densità di potenza è quindi al massimo 3,6 MW/55 km2 = 0,08 W/mq[8], sotto i limiti di protezione per la popolazione in Italia (0,1 W/mq). In confronto l’energia solare che colpisce la ionosfera ha una densità di potenza di circa 1350 W/mq (anche se solo una piccola frazione ne viene assorbita).
Ma non si potrebbe focalizzare il fascio in una regione più piccola? No, non si può. Le leggi dell’elettromagnetismo non lo consentono, è possibile focalizzare delle onde solo nella cosiddetta regione di “campo vicino”, che per HAARP si estende a circa 1-2 km di quota. Le leggi della fisica dicono che dopo questa distanza l’impianto viene visto come un punto, che emette onde che si espandono circolarmente.
Quindi la potenza di 3,6 milioni di watt, anche se appare enorme, è in realtà diluita su un’area altrettanto enorme e gli effetti sulla ionosfera non possono essere grossi. Un decimo di watt per metro quadro non può sicuramente creare “buchi”, o cambiare in modo apprezzabile la temperatura locale.
Parte delle onde viene riflessa, ma la ionosfera è turbolenta e la riflessione è tutt’altro che focalizzata. Ecco perché, nelle condizioni giuste, un ricevitore radio può rilevare il segnale di HAARP in tutto il mondo; del resto i ricevitori radio sono fatti proprio per captare debolissimi segnali elettromagnetici a grande distanza.
In pratica, le onde riflesse al suolo sono diluite su un’area di decine di migliaia di km quadrati, con densità di potenza che si misurano in milionesimi di watt per metro quadro. Questi segnali sono molto più deboli dei campi emessi dalla miriade di apparecchi elettrici che ci circondano e quindi non ha semplicemente senso ipotizzare che vengano percepiti da organismi viventi. Anche se penetrano nel suolo, non ha senso utilizzarli per prospezioni geologiche perché non abbiamo nessuno strumento abbastanza sensibile da rilevarne l’eco.


HAARP non può neppure funzionare come radar “oltre l’orizzonte”, per lo stesso motivo: il fascio riflesso dalla ionosfera è troppo sparpagliato per fornire immagini sufficientemente nitide.[9]
Anche sfruttando la riflessione, è possibile dirigere il fascio a terra solo nelle regioni geografiche attorno all’impianto e le potenze del fascio, una volta riflesso e disperso, saranno talmente piccole da non riuscire a disturbare neppure il più delicato degli apparecchi elettronici. Pertanto HAARP non può in nessun caso essere utilizzato come arma a impulsi elettromagnetici. Oltretutto la prima vittima di un’arma di questo tipo sarebbe HAARP stesso, visto che la potenza di gran lunga maggiore è quella presente sulle antenne.

HAARP e i terremoti

Secondo alcune voci presenti sulla rete, HAARP causerebbe terremoti modificando il campo magnetico terrestre (questa teoria è sostenuta anche dal sito Cospiracynews.org).[10] La cosa non ha fisicamente senso: il campo geomagnetico è generato nel nucleo terrestre, a molte migliaia di km di profondità, dove i segnali di HAARP non hanno la minima possibilità di arrivare. La più piccola tempesta geomagnetica, innescata dalle particelle del vento solare, ha energie che sono migliaia di volte quella di HAARP e questi fenomeni non hanno nessun effetto sui terremoti.
In molti siti si trova citato un brevetto del dott. Bernard J. Eastlund[11] che propone l’utilizzo di apparecchiature a onde corte per spingere parti della ionosfera a quote più alte, creando una sorta di “scudo” in grado di abbattere missili o satelliti nemici. Il brevetto è molto scarno e non contiene i dettagli necessari per capire se l’idea possa funzionare. Ma si riferisce, molto chiaramente, a densità di potenza almeno 100 mila volte maggiori di quelle prodotte da HAARP. Per poter fare una cosa del genere servirebbe quindi una potenza radio di 360 gigawatt, e quindi un migliaio di gigawatt elettrici, diverse centinaia di grosse centrali nucleari. Non sembra certo trattarsi di qualcosa di facile da nascondere. Il brevetto di Eastlund viene citato (ad esempio sul sito Luogocomune.net)[12] per sostenere che vi sono centinaia di potenziali applicazioni di HAARP come arma, ma evidentemente, anche se fosse qualcosa di più di una vaga idea, non si può applicare ad HAARP più di quanto non si possa applicare a un telefono cellulare utilizzato come cannone letale a microonde. Considerazioni analoghe si possono riferire alle preoccupazioni del fisico Richard Williams (uno degli inventori del display a cristalli liquidi), che si riferiscono non al progetto attuale, ma ad un suo ipotetico (grosso) potenziamento.[13]
Il libro sopra citato[5] avanza l’idea che HAARP possa servire a trasmettere grosse quantità di energia facendola rimbalzare sulla ionosfera, per alimentare i campi di estrazione di gas in Alaska. Sarebbe però necessario spiegare come si possa raccogliere ed utilizzare dell’energia che, una volta riflessa a terra, probabilmente è dell’ordine dei microwatt per metro quadro. Un pannello fotovoltaico illuminato dalla Luna produce più potenza.


www.cicap.org/new/stampa.php?id=273694
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4/24/2014 7:18 PM
 
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In realtà l'unica teoria cospirazionista un minimo decente è quella che sostiene (senza prove ma anche senza significative prove contrarie) che la ionosfera si rigonfia leggermente quando viene investita e dunque forma una sorta di lente. Detto questo i raggi vengono riflessi su un'area delimitata invece che disperdersi. Per la faccenda terremoti dicono che queste microonde (in realtà a quanto pare siamo un poco sotto alle microonde per quanto riguarda le emissioni dell'HAARP) scldando l'acqua delle falde crea delle tensioni che poi sfociano in terremoti.
Come dicevo nessuna prova di tutto ciò ma almeno è più carina delle altre
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4/25/2014 3:35 PM
 
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Ma poi la rete haarp non era stata smantellata [SM=g8297] quella in alaska intendo....
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