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Scie chimiche: quanto materiale bisognerebbe caricare sugli aerei ?

Last Update: 5/11/2014 11:21 AM
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4/24/2014 3:42 PM
 
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Ho trovato questo interessante articolo di Alessandro Mattedi in cui fa giusto due calcoli della quantità di materiale che si dovrebbe caricare su un aereo per irrorare una regione delle dimensioni dell' Abruzzo.

Due conti sulle scie chimiche

In alcuni gruppi su facebook a tema riguardo le scie chimiche, era stata posta l’idea di verificare quanto materiale bisognerebbe caricare sugli aerei per poter attuare il gigantesco complotto delle scie chimiche. Dato che gli stessi sostenitori della teoria hanno ignorato l’idea di calcolare qualche numero, ho provato a cimentarmi io nella sfida.

Prendiamo un ipotetico giornalista, con un nome di fantasia tipo “Gianni”, e mettiamo caso che questo giornalista divulghi la notizia che la NATO operi attività di geoingegneria clandestina sul suolo italiano. Supponiamo anche che, secondo Gianni e la sua collega “Rosy” (lontani parenti della dinastia “Puppa”), la NATO irrorando i cieli di scie chimiche abbia creato le condizioni necessarie per scatenare terremoti come quello abruzzese (che ho vissuto in prima persona) tramite il complesso sistema HAARP che avrebbe sfruttato l’elettroconduttività del bario per riflettere onde radio della potenza di pochi kilowatt.

Ma in fondo si fece la stessa faccia quando qualcuno sostenne che dei microrganisni potessero vivere nello stomaco coi suoi succhi gastrici o in condizioni ancora più estreme, quindi si può concedere quel margine di dubbio in cui si può inserire una eventuale dimostrazione.

Proviamo allora a fare due conti per verificare un assunto base di questa teoria. Li trovate di pari passo nei forum americani che discutono di chemtrails, ma per i non anglofoni vi offriamo una versione italianizzata.

Perdonatemi se nelle prossime righe troverete un po’ di “vetri rotti”, cercherò di essere il più semplice e chiaro possibile. Si vuole rispondere alla domanda “le scie chimiche sono fattibili o sono una enormissima corbelleria?” facendoci aiutare da un po’ di matematica.

Prima di tutto, secondo gli sciachimisti le scie di condensazione si formano solo al di sopra degli 8000 m.
Quindi entro gli 8000 m possiamo incontrare solo scie chimiche. Per comodità di calcolo scegliamo una quota di volo di 1000 m (1 km) per le supposte aviocisterne intente in attività di areosol clandestino.

Dobbiamo irrorare l’Abruzzo. La regione misura 10753 kilometri quadrati, quindi il volume d’aria entro la nostra quota di crociera è uguale a:

10.753 km^2 x 1 km = 10753 km^3

Cioè 10.753 kilometri cubici d’aria, equivalenti a 10.753.000.000.000 metri cubi d’aria (1 km = 1000 m, al cubo si fa 1000x1000x1000).
In un metro cubo ci sono 1000 litri, quindi sopra l’Abruzzo entro 1 km di quota abbiamo un volume in litri di 10.753.000.000.000.000 L. I litri li teniamo in conto per la definizione di ppm che vediamo tra poco.

In realtà avremmo questo valore assumendo che la superficie sia piatta, ma come ben sappiamo l’Abruzzo è montuoso; ma i calcoli diverrebbero troppo prolissi e comunque non influenzerebbero l’ordine di grandezza (cioè il numero di zeri sarebbe sempre quello, anche se i primi numeri fossero 8465 invece di 10753). Quindi per facilitare i calcoli proseguiamo con questo valore. Chi volesse rifare i calcoli con la misura precisa è libero di segnalarlo.


Veniamo ora alla miscela da irrorare. In genere le quantità di molecole in un volume vengono misurate in parti per milione (ppm ovvero sia un atomo o molecola di sostanza in esame ogni milione delle rimanenti, detta in maniera semplicistica), che corrispondono ad 1 mg/L.
Sempre per comodità di calcolo, non teniamo conto di eventuali agenti atmosferici come il vento che possono disperdere e sparpagliare altrove le nostre molecole; immaginiamo quindi che le condizioni sopra l’Abruzzo siano come si suol dire ideali e che quindi non corriamo il rischio di ritrovarci la miscela diradata fino a Durazzo o risucchiata dal noto orizzonte degli eventi a sud dell’Abruzzo.
Ricordiamo, questa condizione inerte ci facilita il lavoro di irrorazione.

La miscela, secondo i nostri Gianni e Rosy Puppa, è composta da varie sostanze. Possiamo contare sali di bario e alluminio in una soluzione acquosa, assieme a polimeri di origine militare e altre robe strane.
Ancora una volta per comodità supponiamo che ci sia solo il solvente, l’acqua.

Abbiamo dunque 10.753.000.000 L di miscela dispersa nell’atmosfera entro una quota di 1 km.
Verosimilmente la miscela di acqua si trova dispersa in uno stato gassoso (intendiamo il vapore acqueo), anche qui per semplicità ed economicità (altrimenti dovremmo tenere conto di un acquazzone che occupa ancora più spazio).
Conoscendo la densità possiamo ricavare la massa di quella porzione di atmosfera.
Per semplicità consideriamo la densità atmosferica scelta sempre alla quota di 1000 m (la densità diminuisce con la quota, quindi è come se stessimo approssimando tutto per difetto).
A 1000 m la densità atmosferica è circa 1,11 kg/m^3, quindi siamo a circa
11.900.000.000.000 kg nel nostro volume totale.

Passando in ppm, dovrà essere un milionesimo della massa iniziale, quindi 119.000.000 kg = 11.900 tonnellate. Dato che 1 litro di acqua = 1 kg, sono circa 120.000.000 L di miscela.

No, dico, centoventi milioni.

cento-venti

Solo di acqua, alla concentrazione di 1 sola ppm, che è molto bassa. Considerate che il serbatoio di un 747 ospita 216.000 l circa di carburante. Magari possiamo mettere una cisterna segreta più piccola in tanti aerei, ma ci vorrebbe una bella flottiglia aerea solo per la nostra sfortunata regione.

Ma naturalmente non finisce qui.

In questa miscela ritroviamo secondo i complottisti i sali del bario, per esempio il solfato di bario.

Ora, la temperatura nell’aviocisterna potrebbe variare, ma ciò non influisce su dove vogliamo andare a parare: incominciare a caricare di solfato di bario o altre cose i nostri aerei aumentandone il peso sembra un po’ troppo, per il solo Abruzzo. Non che 120 milioni di acqua siano ok.
Va anche notato infatti che gli aerei hanno un peso massimo di atterraggio oltre il quale non possono atterrare, altrimenti rischierebbero incidenti strutturali o problemi con l’instabilità del carburante. Per inciso è il motivo per cui si effettua la pratica del fuel dumping.
Probabilmente è irrilevante perché la nostra miscela la scarichiamo tutta, ma anche i serbatoi nascosti pesano e comunque non possiamo rimuovere troppo carburante per guadagnare peso.



Considerando che probabilmente vorremo usare più di 1 ppm e che in mezzo ficcheremo altri elementi improbabili come alluminio, torio, vaccini ogm e nanorobot microchippanti, sembra tutto un po’… troppo. Per dei polimeri la densità sarebbe di 3000 kg/L, ne risulterebbe un peso spropositato.
Ma non solo: l’attività d’irrorazione secondo i complottismi sarebbe globale, quindi queste dimensioni dovremo applicarle su scala molto più grande di un misero Abruzzo. E ad altezze maggiori (che implicano volumi d’aria e quindi litri maggiori), perché fino ad ora per comodità abbiamo sempre semplificato i calcoli, ma in realtà le misure sono ancora maggiori.

Mi viene un piccolissimo dubbio: è veramente fattibile la geoingegneria clandestina?

Oppure si tratta di una gigantesca, esorbitante, spaventosa, incredibilerrima, titanica… corbelleria?

Siamo buoni e concediamo ancora un margine ai complottisti: sarebbe possibile comunque, in un arco di tempo molto lungo e utilizzando molti aerei, irrorare la nostra regione?

Prima che qualche complottista mi rinfacci questo dato accusandomi di essere un disinformatore che ignora i dati, secondo Wikipedia, dal 1961 al 1971 nel Vietnam del Sud, che è grande come mezza Italia, sono stati irrorati 59.613.000 litri di erbicidi (fra cui il famoso Agent Orange). Apparentemente è del tutto fattibile rilasciare una quantità enorme di litri in una regione.

Invece no, attenti.

Questi composti venivano dispersi utilizzando aerei dedicati al bombardamento o all’interdizione (i più piccoli erano gli F-4 Phantom, ma si poteva arrivare fino ai B-52 Stratofortress), con “serbatoi” esterni appositi caricati solo di erbicidi (o di napalm, erano delle bombe). Cioè caricavano gli aerei di tante bombe e si radevano al suolo intere aree.

Utilizzando invece dei miniserbatoi nascosti negli aerei normali, quindi spargendo di volta in volta quantità minori, dilateremmo dovremmo impiegare MOLTO più tempo, con MOLTI più aerei… e con MOLTO, MOLTISSIMO costo (già le spese sostenute per il solo Vietnam contribuirono a renderlo una campagna fallimentare, oltre alle questioni sociali e politiche interne). Qualcosa tipo, con un paio di secoli a disposizione e l’intera flotta aerea, magari riusciamo a generare la nebbia nelle case dei geometri col fegato inacidito.

E fino a prova contraria non mi risulta che l’Abruzzo sia stato bombardato da jet militari con ordigni al bario.

(nota: ci hanno segnalato che d’altronde gli aerei che devono disinfestare i campi agiscono su superfici decisamente più piccole e con quote estremamente minori, altrimenti il loro operato sarebbe impossibile; grazie Andrea per la nota)

Ripeto la domanda: le scie chimiche sono realmente fattibili o si tratta di una vera, grande, strepitosa, gigantesca… corbelleria?
Tutto ciò ricorda la famosa sindrome del cattivo e delle legioni del terrore: i piani più diabolici si rivelano inutilmente complicati e costosi (nonché pieni di falle e talloni di achille lasciati alla portata dei buoni), quando basta molto meno per mettere in scacco l’eroe e vincere.

Se io fossi un leader occulto del NWO, impiegherei parecchi altri metodi molto più semplici e soprattutto economici per realizzare i miei piani di dominio…

E per quanto riguarda l’eventuale utilizzo di HAARP e onde radio, ci hanno già pensato su Tagli.me ad analizzare la cosa (a proposito, essendo io di formazione biologica e non fisica, ringrazio il fisico ambientale dr. Alessandro Sabatino per avermi ricontrollato i conti alla fine).
Si ringrazia anche il buon Carlo Ciarrocchi per aver suggerito una semplificazione enorme che alleggeriva di molto conti e ragionamento nella parte riguardo la massa di miscela irrorata.


italiaxlascienza.it/main/2014/04/due-conti-stracchineschi/
[Edited by saturn_3 4/24/2014 3:44 PM]
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4/25/2014 5:41 PM
 
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Non so se posso caricarlo in questa discussione ma i fratelli Marcianò vanno in procura per denunciare danni ambientali

www.sanremonews.it/2014/04/25/leggi-notizia/argomenti/cronaca/articolo/scie-chimiche-dopo-le-discussioni-su-blog-e-social-network-i-fratelli-sanremesi-marciano-vanno-in.html#.U1pNRG5zdwU....

Nell'articolo leggiamo:
Nell'esposto i fratelli Marcianò evidenziano l'attenzione che va riservata all'uso di alcuni additivi e carburanti, che vengono messi a disposizione negli scali aeroportuali. "Alcuni addetti al rifornimento carburante - scrivono i due - ci hanno confermato che i vapori provenienti dalle cisterne sono particolarmente tossici e diversi tecnici hanno dovuto lasciare anticipatamente il loro posto di lavoro a causa di seri problemi di salute. Altri addetti alla manutenzione dei 'turbofan', ci riferiscono che i tempi tra una pulizia e l'altra dei propulsori si sono ridotti e che è aumentata in maniera considerevole l'usura anticipata delle palette dei jetfan. Ufficialmente si racconta che tale logoramento è dovuto al fatto che 'volando più bassi di quota, i velivoli subiscono l'azione corrosiva della salsedine'
[Edited by Assomastro 4/25/2014 5:41 PM]
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4/25/2014 6:35 PM
 
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Re:
Assomastro, 25/04/2014 17:41:

Non so se posso caricarlo in questa discussione ma i fratelli Marcianò vanno in procura per denunciare danni ambientali

www.sanremonews.it/2014/04/25/leggi-notizia/argomenti/cronaca/articolo/scie-chimiche-dopo-le-discussioni-su-blog-e-social-network-i-fratelli-sanremesi-marciano-vanno-in.html#.U1pNRG5zdwU....

Nell'articolo leggiamo:
Nell'esposto i fratelli Marcianò evidenziano l'attenzione che va riservata all'uso di alcuni additivi e carburanti, che vengono messi a disposizione negli scali aeroportuali. "Alcuni addetti al rifornimento carburante - scrivono i due - ci hanno confermato che i vapori provenienti dalle cisterne sono particolarmente tossici e diversi tecnici hanno dovuto lasciare anticipatamente il loro posto di lavoro a causa di seri problemi di salute. Altri addetti alla manutenzione dei 'turbofan', ci riferiscono che i tempi tra una pulizia e l'altra dei propulsori si sono ridotti e che è aumentata in maniera considerevole l'usura anticipata delle palette dei jetfan. Ufficialmente si racconta che tale logoramento è dovuto al fatto che 'volando più bassi di quota, i velivoli subiscono l'azione corrosiva della salsedine'



Quali cisterne? Quali addetti? Quali turbofan?

Queste cisterne?

www.tankerenemy.com/2008/02/allinterno-di-un-tanker-chimico-inside.html#.U1q...

[IMG]http://i62.tinypic.com/1wuon.jpg[/IMG]

Che non sarebbero altro che cisterne per collaudare gli aerei e l'assetto di volo... [SM=g1420771] [SM=g1420771]

www.giornalettismo.com/archives/1371415/scie-chimiche-la-bufala-dellaereo-con-i-serbatoi-per-le-scie-c...

Questi turbofan?

[IMG]http://i60.tinypic.com/mkzp60.jpg[/IMG]

www.tankerenemy.com/2009/08/il-motore-turbofan-ed-i-possib...

Cioè un sensore per la temperatura?
orsovolante.blogspot.it/2009/08/quanto-ha-capito-straker-...
[Edited by saturn_3 4/25/2014 6:39 PM]
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5/11/2014 9:28 AM
 
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L'ultimo video che sta girando è questo



Notizia di Nextme che ha riportato la notizia

“Nonostante il fatto che l'aereo stia atterrando nella nebbia, l'emissione delle scie chimiche è inconfondibile; la loro esistenza non può essere negata" www.turnerradionetwork.com/news/455-mjt

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Utente Illuminato
5/11/2014 10:12 AM
 
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Le scie di condensazione si dovrebbero formare solitamente ad alta quota dove l'aria è più fredda ma niente vieta che sei formino anche a Terra dipende della temperatura. Possiamo crederci o no ma questo video non dimostra niente [SM=g1950686]
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Miglior Power 2013
5/11/2014 11:21 AM
 
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Anche in questo caso si tratte di "Trecce di Berenice". Avevo aperto una discussione qui:
ufoonline.freeforumzone.leonardo.it/discussione.aspx?idd=...

Tra poco aprirò un thread dove mostrerò che le scie degli aerei sono diverse e si possono formare in varie situazioni.
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